Fibromialgia
La fibromialgia è una condizione medica complessa e spesso fraintesa, definita come una sindrome reumatica cronica caratterizzata da:
Sintomi principali
- Dolore diffuso e persistente in muscoli, tendini e legamenti, spesso senza evidenti lesioni fisiche
- Affaticamento cronico (astenia), che non migliora con il riposo
- Disturbi del sonno, come insonnia o sonno non ristoratore
- Difficoltà cognitive (spesso chiamate “fibro-fog”), come problemi di memoria e concentrazione
- Disturbi dell’umore, tra cui ansia e depressione
- Sensazione di gonfiore alle estremità, anche senza infiammazione visibile
- Sindrome del colon irritabile, con alternanza di stitichezza e diarrea
Cause e fattori scatenanti
Le cause esatte non sono ancora completamente comprese, ma si ipotizza una combinazione di:
- Fattori genetici
- Squilibri neurochimici (come alterazioni nella serotonina)
- Eventi traumatici (fisici o psicologici)
- Infezioni o stress prolungato
Diagnosi
Non esistono esami specifici per diagnosticare la fibromialgia. La diagnosi si basa su:
- Esclusione di altre patologie
- Valutazione clinica dei sintomi
- Palpazione di punti dolenti specifici (i cosiddetti “tender points”)
Trattamento
Non esiste una cura definitiva, ma si può migliorare la qualità della vita con:
- Terapie farmacologiche (antidepressivi, analgesici, anticonvulsivanti) o integratori naturali mirati a spegnere l'infiammazione cronica di basso grado.
- Attività fisica moderata e regolare
- Tecniche di rilassamento e gestione dello stress
- Supporto psicologico e terapia cognitivo-comportamentale
- Alimentazione equilibrata e sonno regolare
La fibromialgia colpisce prevalentemente le donne tra i 25 e i 55 anni, e in Italia si stima che ne soffrano circa 1,5–2 milioni di persone.

