Capelli, la sentinella epigenetica

Capelli, la sentinella epigenetica

L’analisi dei campioni di capelli è ritenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una delle matrici biologiche più importanti per stimare il grado di esposizione umana ad alcuni elementi tossici.

In tossicologia, i capelli sono utilizzati dagli anni 50 con risultati straordinari.

Essi sono infatti una via di escrezione delle sostanze chimiche non metabolizzabili e, considerata la quantità delle molecole tossiche presenti nel nostro ambiente, questo è un elemento rilevantissimo. L’analisi del capello può avere applicazioni utili nelle indagini per la stima dei livelli di elementi in traccia assunti con l’alimentazione, nello screening dopo l’uso di droghe, così come nella valutazione dell’esposizione professionale e di quella ambientale a inquinanti in acqua, aria e suolo.

Quando esaminiamo un carico tossico utilizzando sangue e urine, ci scontriamo con la fluttuazione delle misure in seguito a mutamento delle condizioni fisiologiche o ambientali. Nei capelli questo non accade. I metalli tossici tendono ad accumularsi e bio concentrarsi proprio per la struttura proteica del capello e per i legami molecolari che si creano.

Tra una quarantina di studi che hanno messo a confronto il carico corporeo da sostanze tossiche in bambini autistici con quello in gruppi di controllo, circa la metà ha misurato la concentrazione dei metalli nei capelli.

Affrontare il problema…alla radice

I capelli, presi alla radice, non sono preziosi solo per individuare il carico di metalli  tossici. Diventano una sentinella epigenetica e ci rivelano come l’ambiente sta influendo sul nostro organismo.

Ogni bulbo pilifero possiede un proprio ciclo vitale: una prima fase di crescita detta anagenica (l’unico stadio in cui avverrebbe l’incorporazione delle droghe) della durata variabile da 2 a 7 anni. Lo stadio intermedio è detto catagenico e dura 2 settimane circa; infine,  c’è uno stadio di riposo detto telogenico, di 3-4 mesi.

Pertanto nella parte prossimale del capello, quella cioè vicina alla cute, è possibile rilevare una esposizione temporalmente vicina all’assunzione. Invece, spostandosi nella parte distale, verso la punta, si rileva un’esposizione più lontana nel tempo. E partendo dal presupposto che i capelli crescono di un centimetro al mese, una ciocca di 12 cm può rivelare il consumo di una sostanza nell’arco di un anno.

Abbiamo sempre usato il capello per avere informazioni precise in merito a storia e tipologia di consumo di una sostanza in ognuno dei mesi corrispondenti al segmento analizzato: anfetamine, benzodiazepine,  cannabinoidi, cocaina, oppiacei e tante altre sostanze.

Capelli, la sentinella epigenetica: il bulbo

Capelli: sentinella epigenetica proprio perché biomarcatori straordinari

Capelli, la sentinella epigenetica: la radice

Perché definiamo i capelli la sentinella epigenetica? Perché ormai è conclamato che solo una piccolissima porzione di DNA  codifica in maniera rigida. Circa il 98% dell’espressione genica è determinata dall’impatto ambientale. Questo è il grande regalo che ci ha fatto la scienza epigenetica: sta ribaltando il paradigma della biologia.

Il DNA è un hardware che viene stimolato di volta in volta dal software ambientale.

È accertato che i capelli conservano  al proprio interno una frazione infinitesima, ma ben  determinabile, delle sostanze che sono circolate nel  nostro organismo, purché esse non siano particolarmente volatili, né di grandi dimensioni. La grande  maggioranza dei farmaci, degli inquinanti, delle so stanze ormonali e dei prodotti comuni di metabolizzazione degli alimenti rientrano nella categoria delle  sostanze che vengono incorporate nei capelli, in piccola misura. In altre parole, i capelli “conservano la  memoria” delle sostanze che sono state presenti in  circolo nel corpo, a seguito di assunzione per qualunque via o di metabolizzazione. 

Molto spesso l’utilizzo dei capelli per rilevare il danno ambientale è stato contestato per la non ripetibilità dell’analisi: vi invitiamo a leggere l’articolo di approfondimento che è stato realizzato ad hoc. Esiste una parte biofisica dell’uomo che per sua natura non prevede ripetibilità: basta un forte impatto emozionale per cambiare l’assetto di una fisiologia. I marcatori epigenetici –micro RNA, metilazione, compattamento della cromatina, sono per loro natura soggetti a fattori non conciliabili con il concetto statistico di ripetibilità. Qui, si entra in un nuovo paradigma.

I capelli: sentinella epigenetica e alleati preziosi della clinica

Ogni elettrone è come un’onda del mare, non può separarsi da essoLa totalità di ciò che esiste è dinamico, olistico e cambia di continuo.

Queste parole sono del grande scienziato Federico Faggin. In sostanza, siamo in un universo che non è fatto solo di MATERIA ma di ENERGIA e questo vale per il macro come per il micro.  

Per rispondere alla domanda se il concetto di ripetibilità , alla base di tutti i nostri protocolli- sia compatibile con la materia vivente dobbiamo chiamare in causa la fisica quantistica. E il funzionamento delle nostre cellule, che sono motori di energia.

Dobbiamo spiegare come le reazioni chimiche avvengono in un contesto biofisico, per risonanza. Questo è possibile solo grazie alla struttura elettromagnetica di base, che trasmette i segnali “radio”. Siamo un incastro di due strutture: una struttura chimica e una struttura elettromagnetica. Appurato che siamo atomi e molecole, che produciamo energia, che veniamo guidati dal magnetismo che sovraintende alle reazioni chimiche, diremo una seconda cosa fondamentale.

Sappiamo ormai da 25 anni che il DNA non è un destino: il 98% dell’espressione genica viene determinato da fattori ambientali. Di determinato c’è un 2%, il resto…dipende! Abbiamo, certo, rischi congeniti alla nascita, ma il 98% di essi è prevenibile e gestibile. Come mangiamo, come viviamo, come pensiamo, determina che tipo di proteine produrremo e che tipo di salute avremo. Poco o niente è determinato.

Un nuovo paradigma della prevenzione che parte dal bulbo dei capelli

Il capello racconta la nostra storia. È un rilevatore dello spettro delle frequenze del nostro organismo: ciò che mangiamo, ma anche i fattori bio chimici, gli inquinanti.

Ogni elemento che entra in contatto con noi ha una frequenza, con cui entriamo in risonanza.  I capelli le registrano tutte! Per questo, diciamo che il capello è una sentinella epigenetica.

Tutti i sistemi biologici funzionano nel medesimo spettro di frequenze: il nostro cervello e l’interno sistema biologico sono all’unisono con le frequenze proprie della Terra, pari a 6-8Hz.Tutti gli esseri viventi sono quindi bio-elettrici. Le nostre cellule comunicano attraverso l’acqua in quello che può definirsi un immenso campo elettromagnetico.

La fisica,  grazie al dispositivo S Drive, ci consente di leggere lo spettro di frequenze comunicato dai nostri capelli e fotografa lo stato esatto del nostro organismo  nel momento in cui i tre o quattro bulbi vengono prelevati.

La bobina posta nel dispositivo S Drive, frutto dei progressi della bio fisica,  capta tutti i dettagli delle frequenze organizzate in una curva, dove ogni punto corrisponde a un elemento ben preciso. Possiamo leggere ogni cosa: non solo l’incidenza degli alimenti-e avere quindi una tabella nutrizionale perfetta per 90 giorni- ma vitamine, minerali, aminoacidi, sostanze tossiche, metalli pesanti. e altre centinaia di fattori epigenetici. Si tratta di una gigantesca e perfetta “fotografia” in grado di dare un quadro di insieme e non di leggere le pagine a pezzi.

Capelli la sentinella epigenetica: bibliografia

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32747534

Stable isotopes in hair reveal dietary protein sources with link to socioeconomic status and health

Koch L

The biology of human hair: a multidisciplinary review

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31479564

Bibliografia seconda parte

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Cortisol levels in scalp hair of patiens with structural heart disease

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25705007

The role of epigenetic modifications in sensory hair cell development, survival, and regulation

https://www.researchgate.net/publication/371564427_The_role_of_epigenetic_modifications_in_sensory_hair_cell_development_survival_and_regulation

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Utility of Scalp Hair Follicles as a Novel Source of Biomarker Genes for Psychiatric Illnesses

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A systematic review of studies utilizing hair glucocorticoids as a measure of stress suggests the marker is more appropriate for quantifying short-term stressors

https://www.academia.edu/48851097/A_systematic_review_of_studies_utilizing_hair_glucocorticoids_as_a_measure_of_stress_suggests_the_marker_is_more_appropriate_for_quantifying_short_term_stressors?email_work_card=thumbnail

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https://science.nasa.gov/ems/09_visiblelight

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https://www.frontiersin.org/journals/cellular-neuroscience/articles/10.3389/fncel.2023.1210279/full

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Hair cortisol in newly diagnosed bipolar disorder and unaffected first-degree relatives

https://www.academia.edu/93277587/Hair_cortisol_in_newly_diagnosed_bipolar_disorder_and_unaffected_first_degree_relatives?email_work_card=title

Analysis to age dependent DNA methylation changes in plucked hair samples using massive parallel sequencing

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The Root of the Problem: Hair Follicle Testing Reveals Environmental Factors Affecting Health

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Elemental analysis of hair provides biomarkers of maternal hardship linked to adverse behavioural outcomes in 4-year-old children: The QF2011 Queensland Flood Study

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Biomarker for schizophrenia can be detected in human hair

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Human hair follicle transcriptome profiling: a minimally invasive tool to address molecular adaptations upon low-volume, high intensity interval training

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Protease inhibitor levels in hair strongly predict virologic responses to treatment

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Longitudinal analysis of biomarker data from a personalized nutrition platform in healthy subjects

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Disclaimer: Naturopata Cinzia Carrisi – Disclaimer – La tecnologia di mappatura e indicizzazione ambientale CELLWELLBEING può essere usata da chiunque. – Non è un dispositivo per diagnosticare, trattare, curare alcuna malattia. L’azionamento di S-Drive NON richiede alcuna calibrazione: questo viene completato automaticamente ogni volta che S-Drive è collegato attraverso il computer dell’operatore a Internet tramite i server ubicati in Germania. Il software e la tecnologia sono pensati per lavorare in automatico senza l’intervento o interpretazione o la valutazione dell’operatore. CELLWELLBEING rende noto che tutte le informazioni contenute nel materiale divulgativo e cartaceo del test di indicizzazione ambientale, comprese le informazioni riguardo al test, sono solo a scopo educativo, divulgativo e informativo e non sono da usare come mezzo per diagnosticare o curare una malattia o allergia o intolleranze alimentari. I test ambientali servono per avere informazioni generali. Non possono essere considerati sistemi per consigliare, curare nessuna malattia o autorizzare prescrizione di terapie. Tutto ciò che riguarda la diagnosi o malattia deve essere trattato da un medico o operatore sanitario autorizzato di comprovata esperienza. Sia l’azienda o chi per essa e gli autori si astengono dal dispensare consigli medici e non si assumano responsabilità. I prodotti CELLWELLBEING sono prodotti per il benessere generale, secondo la definizione del Food and Drag Administration Center relativo ai dispositivi e secondo la normativa Radiological Health. — “General Wellness: politica per dispositivi a basso rischio” del 29 luglio 2016.